Prestiti Inpdap: linee guida per richiederli nel 2019

I prestiti Inpdap prevedono finanziamenti a tasso agevolato per lavoratori pubblici, pensionati pubblici e per le loro famiglie. Rispetto al soggetto erogante, ci sono due tipologie di questi finanziamenti: quelli che vengono stanziati direttamente dall’INPS e quelli che vengono stanziati da banche e società finanziare che sono in convenzione con l’ente previdenziale.

Nel primo caso, il prestito viene dal “Fondo Credito”, che è alimentato dai contributi che dipendenti e pensionati pubblici hanno versato. Forniamo l’informazione non a caso: l’erogazione di tali prestiti dipende dalla disponibilità di fondi. Rispetto alla natura del finanziamento, poi, abbiamo tre tipologie di prestito Inpdap: i piccoli prestiti, di breve durata e che in genere vengono richiesti per far fronte a spese improvvise, i prestiti pluriennali, richiesti in occasione di calamità naturali, rapina, furto, incendio o in caso di trasloco, e i prestiti pluriennali garantiti che prevedono l’esibizione di una garanzia. Le varie tipologie rispondono a diverse esigenze.

A chi sono destinati?

Come ci ricorda lo staff di prestitoinpdapok.com possono fare richiesta per i prestiti Inpdap tutti i lavoratori e tutti i pensionati che sono iscritti alla Gestione Dipendenti Pubblici dell’INPS, ma anche i dipendenti e i pensionati pubblici di altre amministrazioni che risultino comunque tra gli iscritti al Fondo Credito.

Possono usufruire di questo tipo di prestito anche coloro che risultino iscritti alla Gestione Assistenza Magistrale (ex ENAM) e chi è dipendente di aziende facenti parte del Gruppo Poste Italiane SpA. I pensionati pubblici hanno anche l’opportunità di far uso della cessione del quinto della pensione per accedere al prestito.

Come fare richiesta?

Per i prestiti pluriennali, bisogna presentare domanda telematica entro un anno da quando la documentazione con le varie spese affrontate viene attestata. La richiesta va, quindi, fatta online: si accede all’area riservata del portale dell’INPS, poi occorre andare nella sezione Ex INPDAP, qui selezionate l’opzione “Domande web prestiti pluriennali”. Alla domanda andranno allegati i vari moduli e le varie autocertificazioni del caso. Si può ripagare il debito in 5 o 10 anni, dipende se sono previste 60 rate mensili o 120 rate mensili, le quali, comunque, non supereranno un quinto dello stipendio o della pensione.

Nel secondo caso, ovvero i prestiti con cessione del quinto, la rata mensile non può superare 1/5 dello stipendio o della pensione netta. Per la prestazione, il tasso d’interesse fisso vale annualmente il 3,50%, parliamo del TAN; inoltre vanno coperte le spese di amministrazione (0,50%) e bisogna calcolare la percentuale per i fondi rischi le cui condizioni sono sottoposte al Regolamento. Quando viene resa nota l’aliquota del fondo rischi si potrà stabilire il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) che vi permetterà di conoscere il costo totale del finanziamento.

L’aliquota del fondo rischi dipende dall’età di chi fa richiesta e dalla durata dell’ammortamento. Il prestito è finalizzato, pertanto l’importo dipende dal tipo di spesa da sovvenzionare. I prestiti quinquennali coprono spese relative a calamità naturali, furti o traslochi per motivi familiari o lavorativi, per esempio. I prestiti decennali sono pensati per finanziare il riscatto di alloggi popolari, il riscatto di alloggi di enti pubblici che erano in locazione oppure la costruzione di un’abitazione che farà da residenza e così via.

Quali sono i requisiti?

Nel momento in cui si presenta richiesta, va dichiarata una spesa da finanziare che deve rientrare nei casi previsti dal Regolamento e occorre presentare documentazione accertata.

I requisiti, da documentare, sono: il dipendente o pensionato pubblico deve risultare iscritto alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, deve aver versato i contributi per quattro anni alla Gestione stessa e avere quattro anni di anzianità di servizio utile ai fini della pensione, deve possedere, inoltre, un contratto a tempo indeterminato o, comunque, un contratto superiore ai tre anni fornendo a garanzia una parte del trattamento di fine rapporto.

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