Prestiti personali: quanto costano

Il ricorso ad un prestito è oggi sempre più diffuso, anche quando si tratta di un bisogno economico minimo, magari di qualche centinaio di euro per l’acquisto di un bene. I prestiti personali sono tra i prestiti più diffusi, stiamo parlando di finanziamenti non finalizzati, volti ad avere disponibilità di capitale senza specificarne lo scopo, quindi senza precisare l’acquisto che si intende fare.

Le banche, gli istituti di credito e le società finanziarie, come ci spiega meglio il sito www.prestitii.com/societa-finanziaria/, che propongono prestiti personali sono, in Italia, moltissimi, tanto che non è così semplice riuscire a scegliere la proposta migliore. Per farlo è però possibile tenere conto di alcuni elementi, che ci aiutano a comprendere effettivamente quanto paghiamo il denaro che stiamo prendendo in prestito.

Le voci di spesa

Quando facciamo la spesa al supermercato non ci è difficile capire quanto abbiamo pagato per ogni singolo oggetto acquistato: basta prendere in mano lo scontrino e verificare articolo per articolo. Con i prestiti personali le cose sono leggermente diverse, soprattutto nel caso in cui la stipula avvenga faccia a faccia con l’operatore finanziario, ad esempio ad uno sportello della banca presso cui abbiamo il conto corrente.

Le voci di spesa sono infatti varie e inoltre spesso ci viene presentato, come dato più importante, il costo mensile della rata che dovremo pagare. Questa voce di spesa però non ci dice molto, soprattutto nel caso di finanziamenti con ammortamento molto prolungato nel tempo.

Prima di firmare qualsiasi contratto di finanziamento è importante verificare alcune voci, tar cui le principali sono il TAN e il TAEG. Si tratta dei tassi di interesse che ci vengono proposti dalla finanziaria, ossia quanto interesse pagheremo al trascorrere di ogni singolo anno. Oggi i tassi sono relativamente bassi, ma molto dipende anche dalla nostra stabilità creditizia.

Chi ha un lavoro a tempo indeterminato, un buono stipendio mensile e una situazione familiare tranquilla può infatti ottenere tassi di interesse molto più bassi rispetto a qualcuno che ha un lavoro a tempo determinato e qualche altro finanziamento in essere. In questo secondo caso meglio chiedere la presenza di un garante, cosa che ci può far risparmiare qualcosa.

Le spese accessorie

Tra le spese che possono essere richieste per un prestito personale ci sono anche quelle cosiddette accessorie. Alcune sono pagate una tantum, come ad esempio le spese di istruttoria, ossia i soldi che dovremo versare per pagare l’istituzione della pratica che riguarda il contratto di finanziamento. Altre sono invece a saldo mensile, come ad esempio le spese per l’invio di comunicazioni periodiche o anche altri tipi di spesa.

Queste spese non sono presenti nel TAN, che indica solo gli interessi vivi; il TAEG invece tiene conto anche delle spese accessorie, permettendoci di capire meglio il costo effettivo del finanziamento. Un buono strumento per capire quanto costa un prestito personale si può trovare sui siti delle finanziarie; si può ad esempio simulare un prestito Agos, in modo da comprendere la spesa mensile e anche quella totale, necessaria per l’intera restituzione del prestito e la chiusura della pratica con la finanziaria.

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